Cari ragazzi e care ragazze, vi scrivo in questi strani giorni di esilio in cui mancano molte cose, prima tra tutte la vostra voce. Si sente il silenzio dell’assenza ovunque, prendete queste poche righe come un tentativo esile di voce. Spero sinceramente che stiate tutti e tutte bene e che la barra della razionalità e del buon senso sia saldamente nelle vostre mani. Sono momenti complessi e pieni di ostacoli, mi rendo conto, ma in questi casi la prudenza non è mai troppa e sono sicuro che sopporteremo i disagi quotidiani sapendo che sono piccola cosa di fronte alle esigenze di un’intera comunità. Abbiate un pensiero di vicinanza con le persone più deboli che in questo momento hanno bisogno di essere accudite da tutti, nessuno escluso; il comportamento di questi giorni sia la cifra della nostra umanità.

Detto questo, volevo rassicurarvi sul nostro percorso didattico, sul mio impegno nei prossimi giorni a non lasciarvi soli e sole, alle opportunità che questo momento complesso ci offre. Partendo dalle cose semplici, avete tutti e tutte la mia email ed i miei contatti social, potete e dovete contattarmi in qualsiasi momento per dubbi, domande, richieste. Prometto che risponderò a tutti e tutte, datemi solo il tempo materiale per farlo. Se avete urgenze particolari potete chiamarmi su Google hangouts (se sono collegato) o potete chiedermi il numero di telefono, non ho problemi a fornirlo a chi ne avrà bisogno. Nei prossimi giorni tenderò ad usare le piattaforme della scuola (campus Moodle e registro digitale) per mantenere vivi i contatti, appena capisco quale sia la strada migliore ve lo farò sapere tramite i vostri rappresentanti e le vostre rappresentanti.

Questo per quanto riguardo gli aspetti tecnici di comunicazione. Parlando di cose importanti, per quanto riguarda la didattica continuerò sicuramente a caricare video sul mio canale Youtube come ho già fatto in passato, ogni tanto date un’occhiata. Trovo che la modalità asincrona del video registrato sia la migliore al momento, non vedo il motivo di vedervi collegati tutti quanti nello stesso momento per sentirmi parlare in diretta; il video permette di essere riascoltato, fermato, potete appuntarvi dubbi e ovviamente chiedermi come e quando volete chiarimenti. Se però preferite una impostazione simmetrica e quindi una videolezione in diretta con la partecipazione di tutti quanti, basta che me lo facciate sapere e mi attrezzo. In questo momento è importante per me fare la cosa che vi faccia stare meglio ed essere più sereni e serene possibile, quindi fatemi sapere. Imposterò quanto prima una sezione sul campus Moodle della scuola e qui sul mio piccolo blog con materiale di varia natura (appunti ed esercizi). Sempre sul blog trovate le mie lettere, lo so che sono noiose, ma contengono molti argomenti di matematica e fisica che ho scritto in passato per tutti voi figli e figlie in prestito. Infine in questa sezione del blog ci sono alcuni esercizi particolari (hic sunt leones, ricordate?). Ne caricherò altri, se avete voglia ogni tanto date un’occhiata.

Non posso far finta di nulla, questa pausa avrà ripercussioni sugli argomenti che riusciremo ad affrontare da qui alla fine dell’anno, dovrò sicuramente limare e sistemare alcune cose, ma prometto il massimo impegno per mantenere l’impostazione culturale dei corsi, indipendentemente da quante cose faremo. Ritengo che questa sia un’ottima occasione (per noi docenti intendo) per confrontarci su un tema importante, quello del valore del nostro insegnamento. Non è mai stato mio compito (lo sapete, è uno dei punti fissi del mio credo) riempirvi. Casomai il viceversa, siete voi che dovete imparare a riempire me: di domande, di dubbi, di condivisioni, di speranze e delusioni. Non importa che io faccia tutti i singoli argomenti previsti dalle indicazioni ministeriali o dai vostri libri, la maggior parte delle cose o sono inutili o potete recuperarle per conto vostro (siete tutti e tutte perfettamente in grado); importa invece che io delinei il percorso culturale, il valore profondo delle materie di cui vi parlo ogni singola mattina (anche quando non ci vediamo), del perché da anni continuo ostinatamente a studiare, approfondire, cercare. Quindi non vi preoccupate se salteremo delle parti, prometto che avrete alla fine tutto quello che vi serve, forse anche qualcosa di più. In particolare penso a voi ragazzi e ragazze di 5H che quest’anno affronterete la prova finale d’uscita: siate tranquilli e tranquille, vi conosco da tre anni, non avete nulla da temere, sarete preparati e preparate per confrontarvi con questo passaggio.

Per quanto riguarda la valutazione non voglio nemmeno parlarne, sapete come la penso. Non ho la minima intenzione di metter su complicati meccanismi di compiti a distanza, non hanno (almeno per me) alcun senso. Non preoccupatevi quindi di voti e medie (quante volte mi avete sentito dire questa frase? Ho o non ho sempre avuto ragione?) quando torneremo alla normalità (perché succederà), parleremo di compiti, interrogazioni e quant’altro. Piuttosto, questo momento particolare può essere, di nuovo, una bella opportunità per rendersi conto che possiamo dare valore (valutare, appunto) anche senza bisogno del banchetto, l’orologio, il silenzio ed il compito in classe. Stupitemi: scrivetemi, approfondite qualche argomento, approfittate di un tempo inaspettatamente dilatato per capire meglio, chiedere, farvi spiegare e mostratemi la vostra voglia di guardare il mondo, prometto che valuterò qualsiasi cosa mi vogliate mandare nei prossimi giorni. Non aspettate l’interrogazione o il compito in classe, siate parte attiva della vostra valutazione, fatevi sotto, io sono qui.

Quando nel 1665 il giovane Newton (aveva 22 anni) fu costretto a ritirarsi nella tenuta di campagna della madre a Woolsthorpe perché le università dovettero chiudere a causa della peste, utilizzò il tempo dell’esilio per coltivare la sua solitudine, farla fiorire, trasformarla in un vasto mare del pensiero, per citare Wordsworth. In questa rumorosa epoca del tutto e subito, del sempre connessi, dei tempi riempiti fino all’inverosimile, in questo strano modo di intendere la vita come contenitore che non deve essere mai vuoto, forse possiamo approfittare di questa difficoltà per coltivare, come Newton, una pausa di riflessione. Per questo vi invito, cari ragazzi e care ragazze, a non pensare che i giorni lontani da scuola siano tempo perso; dipende da voi e da noi renderli invece un momento importante di progettazione. Ho sempre avuto, e lo sapete, fiducia in ciascuno e ciascuna di voi, sono sicuro che saprete, con tempi e sensibilità diverse come è giusto che sia, rendere questa pausa ricca di occasioni.

Se avete bisogno, sapete dove trovarmi. Prof.